Amazon GO, il supermarket “reality” dello shopping

Dimenticate commesse che vi chiedono se avete bisogno di un loro aiuto, dimenticate cassa e cassieri che vi sorridono o vi fanno il broncio, mi viene quasi da dire dimenticate le interazioni umane. E’ questo quello che manca nel negozio fisico “Amazon GO“, il primo negozio super tecnologico che per poter funzionare si serve solo di telecamere e sensori.

Ha avuto bisogno di oltre 5 anni di prove e sperimentazioni per mettere a punto tutti i meccanismi utili per il suo corretto funzionamento. E’ un venditore tecnologico che permette l’acquisto semplicemente inserendo i prodotti nel carrello ma non quello reale, quello virtuale!

Amazon GO è stato inaugurato lo scorso 22 gennaio nella città di Seattle, al 2131 7th Ave. Cosa serve per acquistare? Solo l’app e il conto Amazon. Si entra in una realtà fatta di occhi che ti osservano, ma che non sono umani. Scaffali ricchi di prodotti: dai generi alimentari di prima necessità, ai pasti pronti, snack e kit pasto Amazon. Il consumatore, per poter avere accesso al negozio, deve mostrare ad un lettore all’ingresso il QR code inviato sulla sua app Amazon. Dopodiché gli si aprono le porte dello store. Entra, prende ciò di cui ha bisogno e va via. Ma dove si paga? Il totale del prezzo della spesa sarà addebitato direttamente sul conto.

Ma qui la domanda nasce spontanea. Come fa Amazon a sapere cosa ho comprato? A questo ci pensano le centinaia di telecamere presenti, alcune più sofisticate di altre, che seguono la persona, ne riconoscono i movimenti e i prodotti che preleva dagli scaffali. Le telecamere coprono tutta la superficie del locale di 167 metri.

Dilip Kumar, Vice President Technology di Amazon, ha spiegato che Amazon GO non effettua il riconoscimento del volto dei clienti, per evitare problemi relativi alla privacy, ma si limita a seguirne gli spostamenti dal campo visivo di una telecamera all’altra. E se un occhio o più si rompessero? Nessun problema, ha rassicurato Kumar, Amazon è stato sottoposto a diverse situazioni di “stress” e anche con qualche telecamera in meno, ha dimostrato di funzionare bene.

 

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Non so se definirlo il Grande Fratello versione shopping, ciò che è certo è che si tratta di un bel passo in avanti. L’azienda sfrutta la visione computerizzata, gli algoritmi di deep learning, che per intenderci possono essere considerati riproduzioni di modelli del nostro cervello ma in forma semplificata, insieme all’utilizzo di sofisticati sensori.

E se un consumatore è indeciso? Se prende una mela e poi la posa perchè magari desidera una pera? Non succede assolutamente nulla: la mela che era stata aggiunta nel carrello virtuale del consumatore viene eliminata e al suo posto comparirà la pera.

Un giornalista del NYT, Nick Wingfield, corrispondente a Seattle che scrive di tecnologia, ha tentato invece di generare un altro tipo di situazione: cosa succede se qualcuno tenta un furto? Nessuna paura anche in questo caso perchè pare che Amazon si renda conto di tutto quello che viene prelevato dagli scaffali, proprio grazie ai sensori di cui parlavamo in precedenza, per cui se un ladro cercasse di nascondere qualche prodotto e di portarlo via con sè potrà sicuramente farlo, ma se lo ritroverà addebitato sul conto.

Pare che i problemi più grandi siano stati affrontati durante il periodo di prova e che abbiano causato quasi un anno di ritardo nell’apertura del negozio fisico (previsto lo scorso marzo). I dipendenti di Amazon, che sono stati i primi a testarlo, hanno infatti fatto sapere che la grande macchina aveva difficoltà quando erano presenti persone con stature simili che acquistavano nello stesso momento, o quando i bambini prendevano dei prodotti e poi li lasciavano sugli scaffali non corrispondenti. Tutti problemi oggi risolti.

Secondo Bloomberg, alcuni dipendenti si sarebbero addirittura travestiti da Pikachu per testare la “grande macchina alimentare”. “I dipendenti – hanno spiegato – hanno cercato di ingannare la tecnologia. Un giorno, tre amazzoni intraprendenti indossarono dei costumi di colore giallo brillante di Pikachu e fecero un giro per afferrare panini, bevande e spuntini. Gli algoritmi li hanno inchiodati come persone che hanno familiarità con la situazione, identificando correttamente i dipendenti e caricando i loro conti Amazon, anche se erano nascosti dietro il poliestere giallo”.

Il negozio che non ha bisogno dell’uomo

Ma questo negozio davvero non ha bisogno di persone vere? Assolutamente si! Ne ha bisogno. Guai a chi infatti accusa Amazon di aver escluso l’uomo o di avergli portato via il lavoro: come spiegato dall’azienda i lavoratori sono all’interno, preparano i cibi che vengono venduti e sono pronti ad aiutare il cliente qual’ora fosse necessario.

 

Amazon Go is a new kind of store with no checkout required. We created the world’s most advanced shopping technology so you never have to wait in line. With our Just Walk Out Shopping experience, simply use the Amazon Go app to enter the store, take the products you want, and go! No lines, no checkout. (No, seriously.)”.

“No lines, no checkout” è il claim di Amazon GO che non a caso ti permette di “andare” e anche velocemente perchè non farai file alle casse e controlli che ti faranno perdere del tempo prezioso.

Ma saranno davvero questi i negozi del futuro? Staremo a vedere.